Esperienza missionaria 2015 in Swaziland

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Esperienza missionaria 2015 in Swaziland

DOMENICA 26 e LUNEDI’ 27 luglio 2015

Un ciaone generale dal Regno dello Swaziland!!!

Il primo scalo a Jeddah ci ha offerto l’incontro con occhi ed espressioni, costumi e tradizioni diversi dai nostri. Essendo in Arabia Saudita, la percezione iniziale è stata quella di essere avvolti da veli di mille colori tra i quali, alle volte, spuntano solo sguardi di donne. La classica tappa al bagno, invece, ha accorciato le distanze: lì, per la preparazione alla preghiera, le donne si lavano con cura e si svelano mostrandoci in questo modo quanto siamo simili.

Fuori dal bagno, un gran puzzle di mondi diversi! Molti giovani occidentali in viaggio da soli o a coppie; famiglie dai tratti asiatici che attendono il volo per tornare a casa, magari dopo un anno di lavoro in Occidente; famiglie arabe molto numerose che si spostano, talvolta composte da un uomo con al seguito quattro mogli e tanti figli; ragazzi giovani che si occupano rispettosamente delle donne più anziane e uomini che si prendono cura affettuosamente dei propri figli.

Chissà che percezione hanno di noi occidentali? Ci ha colpito che nonostante una convivenza all’apparenza pacifica l’Arabia Saudita vive una situazione di guerra.

E poi…il viaggio è anche incontro!

Per noi sono state due ragazze: Laura, da Brescia, diretta a Singapore per fare due settimane di vacanza dalla cugina ed Elisa, di Torino, diretta in Sudafrica per un giro del Paese in solitaria. È incredibile come i viaggi rendano le persone vicine in pochissimo tempo.

Ad accoglierci a Johannesburg padre Dumisani (‘nzomma tutt’appo’!), il sacerdote conosciuto l’anno scorso, che ci ospiterà nella missione di Florence. Lungo la strada rimaniamo stupite dalle strade perfettamente asfaltate che ci portano in Swaziland! Di gran lunga migliori di quelle di Nichelino.

Per Fra, che per la prima volta mette piede in Africa, colpiscono sicuramente i colori forti di questa terra e il cielo così libero dai palazzi e dalle montagne a cui siamo abituati, mentre sui bordi delle strade non è raro veder passare dei bambini o persone che si spostano a piedi da un posto all’altro.

Per chi ritorna, i profumi riportano a casa: viva il rooibos e un caro abbraccio a tutti i nostri compagni di viaggio dell’anno scorso!

Benvenuta a casa Nicky! Per i prossimi mesi si fermerà per un tirocinio in Caritas Swaziland e la casa del Vescovo a Manzini, dove siamo state ospitate per questa prima notte, diventerà la tua casa.

A cena è stato bello veder parlare con passione padre Dumisani, padre Sandile (parroco della cattedrale di Manzini) e Padre Giorgio (missionario della Consolata) su un’integrazione della traduzione della Messa in lingua siswati (lingua locale): frutto della volontà del vescovo argentino che ha colto l’esigenza di una Chiesa giovane che vuole sempre più essere presente e comunicativa tra la gente.

La serata è trascorsa in compagnia di Padre Giorgio che, con i racconti sui suoi 40 anni in Sudafrica, ci ha trasmesso la naturalezza con cui si può dedicare tutta una vita al servizio del prossimo, basandola sulla relazione e l’incontro con gli altri.

Questa mattina al risveglio ci ha accolto il sorriso del vescovo Josè, una persona semplice e di poche formalità che ci ha fatto sentire come a casa.

Mentre noi siam qui a scrivervi, in attesa di trasferirci nella missione a Florence, il Vescovo con il Segretario e il Vicario generale della diocesi sono riuniti per l’incontro settimanale di programmazione della pastorale, segno di una Chiesa che vuole camminare insieme.

Vi chiediamo di seguirci CALOROSAMENTE perché qui il pile non ci basta! Mamma che FRIU!!!

Stay with us!

Come si dice da queste parti: SAWUBONA (ciao)!

Suor Jola, Momo, Nicky, Fra!

MARTEDI’ 28 e MERCOLEDI’ 29 luglio 2015

Eccoci di nuovo!

Ieri abbiamo salutato il Vescovo Josè e padre Giorgio e in serata siamo arrivate a Florence Mission, giusto in tempo per vivere la prima messa qui in Swaziland con padre Dumisani e alcuni parrocchiani giunti per darci un primo benvenuto. Ci è stato detto più volte durante la celebrazione “Vi stavamo aspettando!” e questo ci ha fatto capire che tutti da diversi mesi stavamo preparando questo incontro.

Sicuramente durante la liturgia ci hanno colpito i canti con i quali riescono a trasmettere un profondo rispetto e un coinvolgimento emotivo personale.

Subito dopo la messa abbiamo incontrato alcune insegnanti che vivono nella missione e che hanno preparato la cena, condividendola con noi e i loro figli.

Alla cena erano presenti anche alcuni ragazzi con cui vivremo questo mese missionario, i quali da settimane si sono dedicati a preparare gli spazi in cui ci troviamo ora: delle semplici aule che loro hanno trasformato in camere da letto con bagno, collegando la corrente elettrica e così anche stasera riusciamo a mandarvi nostre notizie!!! (Ieri sera abbiamo avuto qualche difficoltà: è saltata la corrente, ma qui si usa così!).

Anche questi ragazzi si sono trasferiti nella missione come noi per fare un pezzo di cammino insieme.

Stamattina abbiamo vissuto la messa con i ragazzi della scuola superiore, gli stessi da cui siamo stati poi ospiti in mattinata. Il preside ci ha mostrato le strutture scolastiche, spiegandoci come funziona il sistema scolastico locale, molto simile a quello anglosassone. Dopo un breve incontro con gli insegnanti, abbiamo assistito a uno spettacolo preparato dal coro della scuola, che negli anni ha vinto numerose competizioni ed è il migliore di tutto lo Swaziland! Poi in modo molto spontaneo ci siamo messe a giocare con le ragazze fino al pranzo con gli insegnanti.

Nel pomeriggio siamo tornate a Manzini per alcune commissioni, ma questa volta padre Dumisani ci ha portate sul pick-up: ora sì che siamo nell’avventura!! Capelli al vento, tramonto da togliere il fiato, terra rossa come fuoco e…stasera tutte rotte!

Or ora che siamo qui a condividere le impressioni della giornata, ci siamo soffermate sul fatto che, senza il supporto di alcuno strumento, durante la messa siamo riuscite ad entrare in un clima di preghiera. Grazie ai canti a più voci dei ragazzi, pur in una lingua a noi sconosciuta, ci siamo avvicinate alle radici e alla storia di un altro popolo.

Pronte per la giornata di domani, vi salutiamo con affetto e come ci ha detto padre Dumisani alle 20: BUONANOTTE (lala kahle)!

GIOVEDI’ 30 luglio 2015

Qui in Swaziland sono le 21.35 (come in Italia) e anche se un po’ in ritardo sulla tabella di marcia, eccoci di nuovo a raccontarvi le nostre avventure.

Stamattina presto abbiamo partecipato alla messa settimanale dei ragazzi delle scuole elementare e media: la chiesa era pienissima e, nonostante ci fossero bambini anche molto piccoli, il clima era molto rispettoso, il silenzio aiutava pregare e tutti partecipavano cantando.

Ci ha colpito il modo in cui padre Dumisani si pone nei confronti dei bambini, riuscendo a coinvolgere tutti con domande e parlando in modo semplice e familiare.

All’uscita da messa siamo state travolte da 518 bambini che volevano salutarci…non abbiamo mai stretto così tante mani in una volta sola!

Prima di proseguire la visita alla scuola, come ogni mattina, abbiamo pregato le lodi e, per la prima volta, i ragazzi della missione si sono uniti a noi. Poiché non hanno mai vissuto questo momento di preghiera, padre Dumisani ha colto l’occasione per spiegar loro come funziona la liturgia delle ore e anche noi abbiamo fatto un piccolo ripasso (in siswati)!

Durante la visita alla “Primary school” (qui si chiama così), la preside ci ha spiegato che gli studenti frequentano le classi dalla prima alla settima che da noi corrispondono agli anni delle elementari e delle medie. Ogni giorno sono garantiti a tutti gli studenti due pasti, la colazione e il pranzo, che per la maggior parte di loro rappresentano gli unici. Il Governo fornisce alla scuola gli alimenti principali, come riso, mais e fagioli, ma in questa scuola è stato creato un club dell’agricoltura che gestisce l’orto della scuola, per garantire alla cucina di poter aggiungere le verdure al pasto principale. Tutti gli studenti della scuola hanno la possibilità di iscriversi al club con una piccola quota di adesione che serve per comprare le sementi e gestire l’orto.

Per i ragazzi più grandi, invece, il corso di agricoltura prevede l’assegnazione di un piccolo appezzamento di terra per imparare a coltivare, permettendo loro di portare a casa i frutti del proprio lavoro e condividerli con la famiglia.

La preside che abbiamo conosciuto oggi è arrivata da pochi mesi, ma già ha iniziato ad apportare alcune migliorie alla struttura e al funzionamento della suola. Ad esempio, ha aumentato il numero dei rubinetti per garantire l’accesso all’acqua in più punti della struttura, dal momento che prima ce n’era uno solo per tutti. Siamo rimaste colpite da questa donna dal piglio deciso, ma molto umile e con una grande capacità di coinvolgere e valorizzare i suoi collaboratori, cercando di prestare attenzione ad ognuno. Infatti, fermandoci a parlare con gli insegnanti, abbiamo notato un clima familiare, disteso e collaborativo.

Durante il giro per la scuola, siamo rimaste orfane di clero perché sia padre Dumisani sia sistela (suora) Jola sono stati assaliti dai bambini che li hanno costretti a giocare con loro. Noi non abbiamo ben capito chi ha costretto chi…comunque sembravano tutti molto felici!

Poiché nel pomeriggio padre Dumisani doveva fare delle commissioni per la parrocchia, noi siamo rimaste alla missione per sistemare finalmente le valigie e abbiamo colto l’occasione per visitare i luoghi attorno alla missione, godendoci un magnifico tramonto. È stata una sorpresa il fatto che tutti quelli che passavano lungo la strada, si fermassero o per salutarci o per chiederci se avessimo avuto bisogno di un passaggio.

A cena ci hanno raggiunto anche gli ultimi ragazzi che vivranno l’esperienza con noi, così abbiamo iniziato a pensare come dividerci i compiti per la gestione della casa, per cucinare insieme o lavare i piatti.

Da oggi possiamo dire che la nostra esperienza di condivisione insieme ai giovani di Florence ha avuto inizio.

Domattina sveglia presto per una camminata mattutina (ore 6.30!), perciò tanti saluti e buonanotte!

VENERDI’ 31 luglio 2015

Sawubona, ninjani (ciao, come state)?

Da queste parti fa un po’ freddino, ma stiamo bene!

Stamattina ce l’abbiamo fatta! Alle ore 6:00 tutti in piedi per la camminata mattutina vicino alla missione! Andando verso il fiume, abbiamo incontrato i bambini che si stavano recando a scuola a Florence a piedi mentre il sole spuntava all’orizzonte. È stata una bella occasione per chiacchierare con i ragazzi e conoscere un po’ meglio loro e le loro tradizioni.

Al ritorno dalla passeggiata ci aspettava la visita alla “pre-school” con una classe di quindici bambini di quattro e cinque anni. Non ci sono tanti giochi e non si usano i banchi, ma si disegna usando la sedia come supporto.

Tutte le attività sono in inglese e durante la visita abbiamo assistito a una piccola recita sulla natività e a una canzoncina che spiega ai bambini cosa sia l’HIV.

Ci ha colpito di nuovo come padre Dumisani si sia messo in gioco adattandosi alla situazione, giocando con i bambini, informandosi su cosa fanno a scuola e poi sempre con l’intento di coinvolgere sia noi sia chi ci accoglie.

Per pranzo abbiamo formato la prima squadra di corvée con i giovani della missione e Momo e Nicky hanno avuto modo di imparare una ricetta locale: pollo speziato con verdure. Nonostante le prime titubanze poi si sono aperti e sono stati molto disponibili sia a collaborare sia a rispondere alle nostre numerose domande. Loro sono più timidi, riservati e ci fanno poche domande…saremo noi troppo curiose?!

Nel pomeriggio, armate di giacca, pile, coperta e k-way siamo salite sul pick-up assieme ai giovani per andare a Manzini per assistere a un concerto lirico di beneficienza in una parrocchia della città. Ci tengono molto a serate come questa per cui tutto era curato nei minimi dettagli, dall’accoglienza all’allestimento della sala e alla cena conclusiva. Tutti i partecipanti, tranne noi, erano molto eleganti.

Il viaggio di ritorno ci ha colpito perché le strade erano silenziose e la luna piena illuminava a giorno ogni cosa, il freddo che ci siamo prese sul pick-up scoperto è inenarrabile, ma comunque emozionante!

Domani ci aspetta la giornata culturale.

A presto!

SABATO 1 agosto 2015

Oggi è sabato, le scuole sono chiuse ed è un giorno di festa!

Sin dalla mattinata i preparativi hanno assorbito tutti i giovani della missione che vivono con noi e a loro si sono aggiunti tutti gli altri ragazzi e bambini che abitano qui a Florence! Abbiamo dato anche noi una mano a preparare il cibo tradizionale con piatti a base di: zucca, mais, fagioli, arachidi tostati e una polenta tipica. La nostra presenza è servita solo come bassa manovalanza, abbiamo tagliato verdure e seguito le loro indicazioni! Abbiamo anche assaggiato l’avocado locale offertoci da un ragazzo.

Le ragazze ci hanno aiutato a vestire gli abiti tradizionali (un po’ freddino per i nostri canoni) e ci hanno insegnato un ballo. Per la festa culturale diversi gruppi hanno preparato per noi delle danze tradizionali: abbiamo percepito quanto fosse importante per loro consegnarci una parte fondamentale della loro cultura. Le danze erano accompagnate dal ritmo dato da due grandi tamburi che suonavano i ragazzi e dai canti tradizionali. I vestiti colorati seguono una simbologia precisa che distingue le donne sposate dalle ragazze egli abiti si compongono con teli annodati in modi diversi.

Alla festa hanno partecipato tanti bambini e giovani di Florence con alcune delle loro mamme. I ragazzi si sono divisi a gruppi per preparare da mangiare e ogni dettaglio del programma della festa, il tutto sotto la supervisione del leader dei giovani, Lucky, un ragazzo di ventisei anni di Florence.

La giornata è stata impegnativa per tutti e dopo una cena veloce siamo andate a dormire alle 20:00! Stanche, ma contente, ci prepariamo per la giornata di domani in parrocchia.

DOMENICA 2 agosto 2015

Domenica: giorno di festa!

Dopo un lungo riposo ristoratore, stamattina Nicky ha accompagnato padre Dumisani alla celebrazione della messa alla città di Luve. Erano presenti tanti bambini e donne anziane e, nonostante la messa fosse celebrata in siswati, ha vissuto un bel momento di preghiera. Dopo la celebrazione l’hanno salutata con affetto raccogliendo dei soldi per offrirle da bere, un altro assaggio dell’ospitalità africana.

Alle ore 11:00, invece, abbiamo vissuto la messa qui alla missione, durante la quale padre Dumisani ci ha presentate ufficialmente alla comunità in lingua siswati (chissà cosa ha detto di noi perché tutti ridevano…).

Ci ha presentato con i nomi siswati che i ragazzi della scuola superiore hanno pensato per noi, ognuno con il proprio significato. Jola e Nicky hanno mantenuto i nomi dati loro l’anno scorso a Siteki: Jola-Nkosazana (Principessa) e Nicky-Nonhlanhla (Fortunata), mentre Momo ha preso il nome di Nothando (Chi ama) e Fra Gcinile (l’ultima nata).

Abbiamo ricevuto il benvenuto da parte di un rappresentante della comunità e, durante i saluti alla fine della celebrazione, ci hanno detto che la nostra presenza ricordava loro i tempi in cui vivevano qui i primi missionari italiani, ogni volta percepiamo l’affetto e la gioia con cui ci accolgono. Impagabile è stato sentir cantare, in italiano “vola, colomba bianca vola”, da una nonna swazi che da bambina ha lavorato con le suore italiane, così anche noi ci siamo ricordate delle nostre nonne.

Prima del pranzo abbiamo incontrato il gruppo dei giovani di Florence. Molti di loro riescono a venire alla missione solo per il weekend perché lavorano o studiano fuori. È stato un primo incontro di conoscenza in cui ci hanno rivolto alcune domande sulla vita in Italia e, in particolare, sul lavoro di Momo che è logopedista. Qualcuno sembrava molto interessato a questo percorso di studi e al tipo di riabilitazione applicata ai bambini che presentano difficoltà di linguaggio e apprendimento, perché pare che in questa zona ve ne siano parecchi.

Ci siamo rese conto che per loro l’Italia è un luogo di ricchezza e pieno di possibilità lavorative, perciò abbiamo raccontato le difficoltà che sta attraversando il nostro Paese e, in particolare, la situazione giovanile.

Da domani partirà un percorso formativo con i giovani e quelli che non riescono a esserci in settimana hanno chiesto se fosse possibile organizzare qualcosa prima della messa domenicale. Parleremo ora con padre Dumisani per capire se ci sarà anche questa occasione.

Aggiungiamo alla lista degli incontri di oggi le due suore che vivono nel convento della missione: suor Teodora e suor Francisca, che andremo a trovare nei prossimi giorni.

Approfittando del pomeriggio libero, essendo domenica, alcuni ragazzi della missione sono tornati a casa, mentre noi, armate di coperte, pane e nutella e pc, siamo state al sole a chiacchierare, conoscendoci un po’ meglio e scrivendo il diario.

Qui è già ora di cena e padre Dumisani si è offerto di cucinare per tutti…vi racconteremo domani!

LUNEDI’ 3 agosto 2015

La mattinata è iniziata alle 8.00 con le lodi, in italiano, partecipate dai giovani che vivono qui e che oggi erano a casa con noi.

Dopo la colazione abbiamo preparato gli incontri di formazione di questa settimana. Già a Nichelino abbiamo pensato ad un percorso fatto per i giovani, incentrato sull’incontro tra l’Uomo e Dio, attraverso l’esperienza di diversi personaggi della Bibbia. L’essere arrivate qui e dover preparare le attività nel dettaglio, sono state occasioni anche per noi di lasciarci interrogare dai temi scelti per oggi: il “sì” di Maria e la fiducia in Dio di Abramo.

Poco prima di pranzo abbiamo coinvolto anche uno dei giovani per la preparazione del canto che avevamo scelto per l’incontro: se da un lato abbiamo vissuto la difficoltà della lingua, dall’altro ci ha unito la ricerca di un ritmo comune.

Inaspettatamente ci siamo ritrovati in venti a tavola e, avendo già preparato dodici piatti, abbiamo dovuto ridimensionare le porzioni di ognuno. Tutti l’hanno fatto molto volentieri.

Nel pomeriggio l’attività ha coinvolto tutti, noi comprese. Ci aspettavamo di vivere l’esperienza, guidandola con suor Jola, invece, ci siamo ritrovate a viverla in prima persona, coinvolte come i ragazzi e le ragazze di Florence. Suor Jola ha raccontato una storia, già ascoltata in varie esperienze a Nichelino, che anche qui, nonostante le diversità culturali, ha colpito. Ci portiamo nel cuore l’immagine di Dio, che attende come un innamorato di incontrare ognuno di noi, entrando nella nostra storia, ma con la pazienza di chiamarci più volte e lasciandoci la libertà di risponderGli.

I ragazzi si sono dimostrati curiosi, disponibili e coinvolti dalla nostra proposta, grazie anche all’esempio di padre Dumisani che per primo si è messo in gioco. Qualcuno di loro, oltre all’impegno, ha condiviso con noi anche qualcosa di sé, aprendosi e portandoci un pezzo della sua storia.

Abbiamo concluso l’incontro con l’adorazione del Santissimo esposto in chiesa. È stato emozionante per tutti noi, vivere insieme questo momento di preghiera, che ripeteremo nei prossimi giorni.

Domani ci aspettano le visite pastorali per andare a trovare gli ammalati e il secondo incontro di formazione con i giovani. Contiamo ancora sulla guida di suor Jola e la traduzione simultanea di padre Dumisani, confidando di vedere anche domani la gioia di un prete e di una suora che avevano il sogno di fare incontrare i giovani delle loro città per un’esperienza come questa, ed ora, insieme, lo stanno realizzando.

Come dice Papa Francesco…ricordatevi di pregare per noi!

MARTEDI’ 4 agosto

Oggi la giornata è stata molto impegnativa.

Stamattina abbiamo seguito padre Dumisani andando a trovare gli ammalati: un numeroso gruppo di donne lo accompagna ogni martedì organizzando gli incontri nelle case di quelle persone che non hanno più la possibilità di recarsi in chiesa, in questo modo è la Chiesa che va da loro. Proprio nella prima visita padre Dumisani ha parlato di questa Chiesa missionaria che si occupa di portare Dio a tutti. Ricordando le parole del vescovo Josè Luis: in Swaziland tocca ai sacerdoti della Diocesi essere missionari tra la propria gente.

Abbiamo incontrato diverse famiglie di varie condizioni sociali, ma è stato bello notare che non ci sono trattamenti diversi e che sia chi ti accoglie sia chi arriva ha un atteggiamento amichevole e rispettoso. L’ultima visita ci ha portato alla casa di una vedova, dove abbiamo portato le nostre condoglianze per il defunto marito a lei e alla sua numerosa famiglia. In quella stanza eravamo seduti in tanti, appartenenti a confessioni diverse, ma pur sempre uniti in un’unica preghiera.

Le cose da fare qui sono tante, soprattutto per padre Dumisani e alcuni suoi collaboratori, ma proprio oggi, durante le visite pastorali, abbiamo imparato che ogni momento va vissuto a pieno. Si pensa a fare bene ogni cosa, ma una alla volta, dedicando il tempo giusto ad ogni persona che incontriamo.

Per spostarci da una casa all’altra abbiamo viaggiato in pick-up…oggi abbiamo capito che non si può mai mettere un limite alla capienza di un pick-up!

Data la bella giornata, oggi abbiamo pranzato fuori e ormai sembra quasi di essere in famiglia.

Nel pomeriggio abbiamo ripreso gli incontri di formazione e questa volta ci siamo concentrati sulla figura di San Pietro e sul suo rapporto con Gesù. Ognuno di noi si è immedesimato un po’ in Pietro, con la consapevolezza di poter sbagliare, ma di essere comunque amati da Dio e di poter essere persone nuove. L’attività proposta chiedeva di far memoria dei momenti in cui abbiamo sentito la presenza di Dio nella nostra vita e di condividerli con il gruppo. È stato un momento forte quando abbiamo scoperto che molti dei ragazzi sono orfani di almeno un genitore, e che, proprio in quel momento della loro vita, abbiano sentito Dio vicino nella quotidianità di tutti quelli che hanno provveduto loro.

Crediamo che per loro non sia stato facile mettersi in gioco, ma grazie all’aiuto di padre Dumisani seduto in mezzo a noi dedicandoci tempo e attenzione, siamo riusciti a vivere una bella testimonianza di fede e di condivisione, conoscendoci un po’ meglio.

Alla messa di oggi sono arrivati a sorpresa alcune donne della missione e molti bambini e, all’uscita, abbiamo sentito i primi “ciao”!

Con un po’ di nostalgia dell’Italia, cantando e ballando sotto le stelle le canzoni da falò…buona notte!

MERCOLEDI’ 5 agosto

Questa mattina siamo partiti presto con tre giovani della parrocchia e padre Dumisani alla volta di Gwazini per celebrar messa nella Primaryschool con i bambini e gli insegnanti. La Messa è vissuta a misura di bambino: ogni gesto viene spiegato e ripetuto lentamente per permettere che venga appreso, mentre l’omelia diventa un’occasione di catechesi. Durante l’offertorio anche i bambini se vogliono possono contribuire con un’offerta.

Abbiamo visitato la scuola e la preside ci ha spiegato che collaborano molto con le Organizzazioni Non Governative (Ong) per realizzare alcuni progetti e migliorare la struttura della scuola. È importante anche il contributo dei genitori che, non potendo finanziare economicamente i lavori perché vietato, partecipano attivamente realizzando piccole opere di manutenzione mettendosi a disposizione, come ad esempio recintare la struttura. Parte della scuola non ha l’elettricità, infatti uno dei prossimi progetti avrà lo scopo di far arrivare la corrente, mettere in sicurezza l’aula e acquistare dei computer e allestire il laboratorio informatico. Ora come ora, si stanno muovendo i primi passi in questa direzione, ma non c’è ancora nulla di definitivo. È stato interessante notare che, poiché altri progetti per la scuola hanno avuto successo, il consiglio scolastico è incentivato a migliorare la struttura con altre organizzazioni che possano fornire servizi e competenze specifiche. Non si tratta solo di stare seduti ad aspettare un aiuto economico, ma di essere protagonisti attivi in un processo di cambiamento.

È stato bello il momento di gioco con i bambini della scuola, grazie ai quali abbiamo imparato che un pallone sgonfio non è sempre perduto. Infatti se lo sbatti violentemente a terra per 5 o 6 volte, il pallone riacquisisce dignità di gioco ed è pronto all’uso almeno per i prossimi 5 minuti.

Siamo arrivate senza aver portato neanche un gioco e allora ci siamo messi a giocare ai loro giochi. Abituate come siamo alla vita di oratorio dove spesso le attività vanno organizzate, qui ci siamo trovate a chiedere, come da bambini, se potevamo unirci loro. In effetti, chi meglio di un bambino sa giocare?!

Da una parte è bastato un pezzo di recinzione e una palla per giocare a una simil-pallavolo, mentre dall’altra ci si lanciava una palla, quasi fosse un trofeo da conquistare! Poi, con una velocità impressionante la preside con padre Dumisani ci hanno fatto fare un grande cerchio per ballare e cantare insieme e altri insegnanti si sono uniti a noi. È stato bello vedere una preside mettersi a giocare e ballare in mezzo ai propri studenti.

Gli insegnanti ci hanno ancora offerto una merenda che, a noi, è parsa un pranzo!

La nostra mattinata è proseguita con le visite ad alcuni nonni, ci ha colpito come la nostra presenza sia sempre vista come un dono. Ci sembra di non fare niente, se non il renderci disponibili per andare a trovare queste persone, mentre per loro siamo gente che ha lasciato la famiglia, attraversato il mare e tutto il continente per stare qui con loro. Ci ha commosso il valore che loro danno all’incontro, al viaggio e al rosario che abbiamo regalato loro. Una delle nonne, ad esempio, ha detto che ora potrà vivere senza paura di essere sola, perché ci sarà il rosario a proteggerla.

Siamo tornate a casa convinte di saltare il pranzo, ma alle ore 16.00 del pomeriggio ci aspettavano le patatine fritte…non si poteva proprio dire di no!

Dopo l’invito di padre Dumisani, anche le due suore della parrocchie si sono unite al momento dell’adorazione con noi giovani.

La sera ci aspettava l’invito a cena a casa di una delle insegnanti della missione. Hanno fatto accomodare noi e i giovani che vivono con noi in salotto, servendo la cena in ginocchio, secondo la loro tradizione. Ci siamo fermate un po’ con loro a chiacchierare mentre guardavano le soap opera sudafricane.

Come potete leggere la giornata è stata ricca di avvenimenti e impegnativa. Vi chiediamo scusa se non abbiamo pubblicato il diario ieri sera, ma alle ore 21.00 eravamo già a letto!

Sitawubonana (a presto)!

GIOVEDI’ 6 agosto

Stamattina presto partenza per la visita all’ultima scuola!

Diversamente dalle altre scuole cattoliche, qui per dieci anni è mancata la presenza del sacerdote, perciò padre Dumisani, da quando è arrivato, sta tentando di costruire un clima di comunità sia con i bambini sia con gli insegnanti. Per i primi mesi si è preoccupato di incontrare il corpo docente e dar loro le basi della formazione cattolica e di accompagnarli durante l’anno con visite periodiche.

La celebrazione è stata molto partecipata dai bambini con canti gioiosi, la preside ci tiene molto a far sì che questo momento di preghiera insieme sia vissuto il meglio possibile. Abbiamo notato che il resto degli insegnanti non era coinvolto dalla messa, questo perché solo la preside e una delle giovani insegnanti (una delle ragazze che sta vivendo la formazione a Florence con noi) sono cattoliche. I bambini sono moltissimi (cinquanta alunni per classe) e più difficili da gestire, ma in realtà molto più spontanei.

Ci hanno raccontato che parecchi di loro per venire a scuola devono percorrere dai sette ai dieci chilometri, quindi arrivano già stanchi e affamati: per questo viene assicurata loro la colazione all’inizio delle lezioni e il pranzo.

Dopo la visita alla scuola, con una passeggiata abbiamo raggiunto la casa del capo della zona, che è anche il marito della preside, e alle ore 10.30 ci è stato offerto uno “spuntino” a base di pollo, fagioli e verdura! La stanza in cui siamo stati ospitati (Indlu yakagogo) viene utilizzata come stanza del consiglio, dove vengono discusse le questioni più importanti per la zona. Fuori dalla casa ci aspettava il benvenuto dei membri del consiglio, seduti sul prato.

Tornati a casa abbiamo ripreso la formazione con i giovani. Nel gioco dell’angelo custode un ragazzo doveva bendarsi e lasciarsi portare in giro da qualcuno che non poteva riconoscere e, alla fine dell’esperienza, abbiamo condiviso le sensazioni provate. Molti hanno percepito la difficoltà iniziale di fidarsi nel lasciarsi condurre, ma poi la presenza di una mano che ti guida nel buio, ti permette di acquisire sicurezza nei passi e nelle esperienze tattili che sono state proposte dall’angelo. Per chi guidava, invece, è stata bella la sensazione di prendersi cura dell’altro facendogli scoprire il mondo esterno. L’attività è servita per approfondire il discorso sul rapporto tra me e l’altro. Sempre più notiamo che i giovani che condividono con noi l’esperienza comunitaria si lasciano coinvolgere dalle attività e dalla formazione proposte e il rapporto tra noi si sta consolidando.

Invece il rapporto con noi stessi è stato affrontato mediante la visione di un video molto coinvolgente sulla possibilità per ciascuno di poter essere meraviglioso, imparando a conoscersi e a valorizzare i propri talenti. Ci stiamo interrogando su quanto la nostra vita sia presa dall’ansia del “fare” e quanto invece sia importante “stare” nelle situazioni. Ci torna in mente una frase sentita durante la preparazione a quest’esperienza: “la missione è sedersi vicino alla persona e aspettare che Dio accada”.

Il momento dell’adorazione, ormai un appuntamento quotidiano, è stato vissuto insieme e si avverte sempre più un clima di preghiera che ci accompagna per tutto il giorno. Qui, lontano da tante cose, si avverte più che mai che il Signore parla e il dialogo con Lui diventa qualcosa di molto semplice e familiare.

La nostra serata swazilandese è terminata con un bel film di Giobbe Covatta (Muzungu) giusto per ritrovare un po’ della nostra quotidianità africana facendoci due risate!

Lala kahle!

VENERDI’ 7 agosto

Questa sera abbiamo partecipato a una messa voluta da una vedova cattolica per il defunto marito protestante. La tradizione prevede una veglia notturna che accompagni il defunto fino al momento del funerale la mattina dopo. In questo caso particolare, la vedova ha chiesto alla comunità cattolica di accompagnare con la preghiera lei e la sua famiglia.

Quindi se il venerdì sera in Swaziland ti dicono che devi uscire, preparati con cura e ricordati di indossare almeno: canottiera, maglietta a maniche corte, felpa, pile, giubbotto di jeans (se ti chiami Nicoletta), k-way, cappello, sciarpa, scarpe chiuse e jeans pesanti (calzamaglie o leggins sotto non guastano mai) e coperta più pesante possibile (quella della Saudi Arabia Airlines presa in prestito nel viaggio di andata non è sufficiente!), ma questo solo se viaggi sul cassone del pick-up scoperto e non ti chiami suor Jola che deve accompagnare il prete nella cabina di guida! Ora sei pronto per partire e goderti il tramonto mozzafiato e il tetto di stelle!

A parte questa nota di colore, la giornata è trascorsa in tranquillità preparando il pranzo e le attività per i prossimi giorni.

Mentre noi siamo andate a dormire, suor Jola e padre Dumisani alle ore 23:30 sono partiti per un altro funerale molto oltre Manzini. Padre Dumisani è solito recarsi sul luogo della celebrazione già la sera prima, fermarsi a dormire qualche ora e così esser pronto per la messa del mattino. In questo caso la celebrazione era prevista per le ore 5:00 al termine della veglia. Anche a suor Jola è stata offerta ospitalità in una casa nella cui stanza oltre al letto c’erano una quindicina di donne che stavano macellando la carne di un bue e la cui testa dava il benvenuto a chi entrava. Le hanno solo chiesto se le dava fastidio il rumore e poi hanno continuato fino al mattino in tutta tranquillità. Il giorno dopo non ci è sembrata molto riposata!

Suor Jola ci ha raccontato che a questo funerale c’era un corredo funebre che accompagnava la bara e, durante la processione, c’era un gruppo di persone che cantava e ballava, mentre dietro le donne piangevano e gridavano, a chiudere il corteo funebre c’erano le due vedove completamente coperte.

Sabato sarà la giornata dello sport e i giovani della parrocchia sono molto elettrizzati!

SABATO 8 agosto

L’altro giorno vi abbiamo mentito, perché non sapevamo ancora che sul pick-up ci possono stare molte più persone di quelle immaginate! Stamattina di buonora siamo partiti alla volta della parrocchia di S. Costantino per vivere insieme ad altri giovani di due parrocchie la messa di apertura per la giornata dello sport! Strada facendo abbiamo raccolto un po’ di ragazzi e alla fine il nostro fuoristrada ospitava ben diciotto persone!

Dopo una prima energica colazione con l’originale pane swazilandese ci siamo spostati verso i campi da gioco situati in una delle scuole della parrocchia. Questa giornata è stata fortemente voluta dai giovani come occasione di incontro, perciò si sono formate squadre miste! Abbiam provato a giocare a pallavolo, ma il campo era troppo piccolo per venti giocatori a squadra! Poi siam passati al nateball: ancora oggi non abbiamo capito né le regole né chi fossero i nostri compagni di squadra, però abbiamo corso tanto e pure toccato la palla ogni tanto (Fra ha anche fatto un punto!).

Molti si sono impegnati per preparare la giornata: chi si è occupato della musica, chi del pranzo, chi di organizzare i giochi.

Prima di pranzo, guardando una partita di calcio, ci siamo messe a ballare con alcune ragazze, come sempre la musica unisce e crea incontro! Ci ha raggiunte anche il parroco di S. Costantino per salutarci e parlare un po’ con noi, molto interessato al percorso che stiamo facendo con i giovani a Florence.

Dopo pranzo è stato il momento dei giochi organizzati che consistevano in gare di vario tipo: dalla corsa ai sacchi al mangiarsi un pollo intero o bersi una bottiglia da 1,5 L di Coca-Cola! Il tutto condito da un gruppo di bambini anche molto piccoli che giocavano tranquilli senza che vi fosse nessuna mamma impanicata.

A conclusione della giornata il parroco di S. Costantino ha consegnato a tutti i partecipanti un rosario.

Il viaggio di ritorno è stato lunghissimo perché ci siamo fermati tre volte perché padre Dumisani voleva controllare che i giovani non portassero alcool nella missione. È stato spiacevole vedere con quanta ostinazione tentassero di portare l’alcool e ci siamo rese conto di quanto questo sia un grande problema che tocca diverse generazioni in Swaziland.

Se all’andata eravamo solo noi con i giovani di Florence, al ritorno si sono uniti i giovani delle succursali: è un attimo che a tavola ti ritrovi in ventotto a dover condividere le stoviglie.

Dopo cena, nonostante la stanchezza, ci siamo ancora fermati con i giovani per un incontro sulla leadership: qui è molto importante il ruolo del leader all’interno dei gruppi. A partire da un’attività si è poi sviluppata un confronto che ha portato loro a condividere alcune loro difficoltà e noi a portare la nostra esperienza. Padre Dumisani ha puntato molto sul messaggio che un leader non è colui che ha potere, ma colui che si mette responsabilmente al servizio della comunità. Diversamente dagli anni scorsi in cui i leaders venivano eletti dai giovani, quest’anno hanno chiesto a padre Dumisani di scegliere i più idonei tra loro.

Non siamo più abituati ad andare a dormire dopo mezzanotte, perciò domani è Domenica e ci dedicheremo al riposo e al bucato!

Non manca mai un pensiero per voi, cari amici che ci seguite da casa!

A lunedì!

LUNEDI’ 10 agosto

Alla fine della giornata di riposo di ieri, armate di sedie, coperte e canzoni degli 883 siamo uscite a rimirar le stelle! A quanto pare alcune canzoni di Max non piacciono proprio al cielo swazilandese: le nuvole andavano e venivano a seconda delle canzoni e di stelle ne abbiam viste poche! (Anche Ligabue non piace molto da queste parti!)

Ne abbiam viste poche anche perché oggi è arrivata la pioggia!

Stamattina, nonostante il cielo grigio e minaccioso, abbiam deciso di fare una bella camminata esplorativa nella foresta qui intorno! Qui è inverno adesso: c’è molta erba secca, ma anche tanti alberi rigogliosi e fioriti e i colori colpiscono sempre. Durante la camminata abbiam seguito i sentieri più tortuosi e incontrato cavalli e mucche dalle corna enormi! Nessun serpente o coccodrillo: sarà inverno anche per loro (per fortuna)!

Un sentiero stretto di terra rossa ci ha portato fino al fiume dove noi ci siam fermate, mentre due ragazzine che arrivavano dal lato opposto lo hanno attraversato in un attimo. Ci siamo soffermate a pensare che quella che per noi è una semplice e piacevole passeggiata, per loro è un tragitto necessario per arrivare a destinazione. Infatti, quando spieghiamo ai giovani che condividono con noi questa esperienza che ci piace camminare e che abbiam voglia di esplorare qui intorno camminando, ci guardano straniti perché non ne capiscono il motivo.

Altra cosa che ci colpisce tutte le volte che giriamo, è il fatto che le persone che incontriamo si fermano sempre per salutarci e scambiare qualche parola. Invece loro si stupiscono piacevolmente quando noi li salutiamo in siswati! Nemmeno loro devono essere abituati a incontrare bianchi in mezzo alla foresta che parlano la loro lingua!

In effetti, nonostante i suoni strani della lingua siswati, è divertente imparare alcune parole e riuscire a usarle al momento giusto quando parliamo con i giovani di qui.

Mentre noi esploravamo, Nicky e padre Dumisani erano in giro tra Manzini e Mbabane per ultimare le pratiche del visto per Nicky che dovrà fermarsi qui fino a dicembre.

Stasera nel bel mezzo della cena è iniziato a piovere ed è mancata la corrente! Finalmente un po’ di “vera vita africana”! Niente che qualche torcia di emergenza e un generatore non possano risolvere!

Domani mattina inizieremo i preparativi per il pellegrinaggio e ognuno dovrà fare la sua parte, anche noi con i giovani ci metteremo a disposizione.

Cullate dal rumore del vento e della pioggia che cade sul tetto di lamiera…vi mandiamo la buonanotte!

MARTEDI’ 11 agosto

Eccoci! Anche stasera la pioggia ci fa compagnia e, così, pubblichiamo con un po’ di ritardo in attesa che torni la corrente elettrica.

Questa mattina abbiamo iniziato i preparativi per il pellegrinaggio con i giovani di Florence. Per prima cosa, ci siamo occupati dei candelabri e, armati di olio di gomito, ne abbiamo puliti tantissimi, rimuovendo anni e anni di utilizzo. È stato bello passare insieme la mattinata tra canti, scherzi e chiacchiere. Oggi tutti questi ragazzi si sono presi cura della loro parrocchia, senza risparmiarsi nella fatica. Ogni giorno di più noi notiamo che per loro il mettersi a servizio è qualcosa di innato e la fatica non li preoccupa, anche se hanno sempre bisogno che qualcuno sia per loro un punto di riferimento e una guida.

Anche oggi il gruppo si è separato perché Nicky è dovuta tornare in città per alcune pratiche burocratiche, approfittandone per aiutare padre Dumisani in alcune commissioni per il pellegrinaggio. Ormai sta diventando pratica delle città di Manzini e Mbabane…

Ha avuto l’occasione di passare per una clinica di Manzini, dove si è stupita di trovare molti papà ad accompagnare i propri bambini per le visite mediche. Al contrario degli ospedali italiani, la gente non fremeva per l’attesa, ma con pazienza e gentilezza ha aspettato il proprio turno. Durante i preparativi del pellegrinaggio, anche oggi, ha visto molte persone che hanno offerto il proprio aiuto alla Chiesa, chi regalando qualcosa come le corone di fiori o la stampa dei programmi, chi offrendo le proprie braccia.

Proprio stasera, dopo esserci riunite per la Messa e la cena a base di risotto ai funghi e melanzane ripiene, ci siamo fermate in cucina a chiacchierare con alcuni dei giovani che vivono con noi, armate di torcia e in attesa che torni la corrente elettrica.

Ci stiamo divertendo molto con loro perché sono davvero simpatici e disponibili e ci sembra che si stia creando un bel legame. Lì, in cucina, senza poter fare molto, ci siamo sentite a nostro agio come in tante di quelle serate nichelinesi sedute a chiacchierare e scherzare con gli amici di sempre.

MERCOLEDI’ 12 agosto

Stasera siamo sotto le stelle a scrivervi il diario! La scena divertente è stata:

Ragazzi della missione: “ma dove andate a quest’ora?”

Noi: “a scrivere il diario!”

Ragazzi: “perché andate fuori che è buio, fa freddo e ci sono le formiche giganti?”

Noi: “perché ci sono le stelle!!!”

Ragazzi: “E non le avete mai viste?!”

Ma non vogliamo tralasciare il resto della giornata!

Stamattina eravamo tutti in attesa dell’arrivo delle tende da montare, ma poiché è piovuto tutta la notte, il terreno era troppo fangoso per poterle piantare. Così, dopo colazione, abbiamo recuperato un pallone da pallavolo e siamo andati con i nostri nuovi amici a giocare nel campo da volley che hanno qui nella missione.

All’inizio eravamo in pochi e a corto di regole, ma in realtà è stato talmente divertente che le risate hanno attirato l’attenzione di altri giovani che passavano di lì e si sono uniti a noi, così siam riusciti a formare due squadre come si deve! Nella squadra di suor Jola e Momo c’erano problemi per mantenere le posizioni in campo e la suora, oltre a perdere il velo, si occupava di spostare i giocatori come pedine. Tuttavia, si è creato uno spirito di squadra e una collaborazione tali da farli vincere! Nella squadra di Nicky e Fra, invece, giocavano: l’incredibile Hulk che non riusciva a controllare la forza (e la palla) e Caterpillar-man che perdendo una ciabatta ha placcato Fra buttandola a terra (è ancora viva, tranquilli)! Nonostante quasi tutti avessero le ciabatte, pian piano si è riusciti a giocare una partita in piena regola!

A pranzo con noi si sono fermati tre dei giovani pallavolisti, rendendolo un nuovo momento di incontro con i ragazzi di Florence. I nostri ospiti, dopo aver assaggiato il caffè italiano preparato con la moka, senza neanche chiedere si sono messi a lavare i piatti!

Nel pomeriggio ci siamo rilassati con una passeggiata intorno alla missione, ci hanno colpito i sentieri rossi attraversati da profondi fossati scavati dalle piogge stagionali che portano dritti al fiume. Una volta arrivati lì, impossibilitati dall’attraversarlo, siamo tornati indietro, sempre accompagnati da qualche mucca che qui non manca mai!

E adesso, cullate dal vento, con coperte e tisane, non ci resta che salutarvi.

A domani, vi delizieremo con un tutorial per il montaggio di un bagno chimico!

GIOVEDI’ 13 agosto

Ciao a tutti! Qui sta iniziando la bella stagione finalmente, infatti siamo di nuovo fuori a scrivervi, ma questa volta senza coperte!!!

Il vento forte della notte ha portato via tutte le nuvole e così stamattina sono arrivati i camion con le tende per il pellegrinaggio che si terrà sabato notte. Per il montaggio sono arrivati molti ragazzi sia da Florence sia da fuori e ci ha stupito la velocità con cui tutti si sono attivati per rendersi utili. Ognuno ha rispettato con responsabilità l’impegno preso con la parrocchia per la preparazione di questo evento annuale che tutti stanno aspettando e, da fuori, sembrava una perfetta catena di montaggio, solo con operai tutti giovanissimi e alcuni provenienti direttamente da scuola.

Volevamo partecipare anche noi e infatti ci abbiamo provato, ma dopo che suor Jola è cascata come una pera mentre srotolavamo una tenda (è perfettamente in forma, tranquilli!), ci hanno gentilmente fatto notare che potevamo sentirci libere di giocare tutta la mattina a pallavolo! Ci sembrava tanto brutto rifiutare tale offerta che subito abbiamo trovato un gruppo di ragazzi pronti a sfidarci sul campo da gioco. Forse la caduta ha indebolito la suora, in ogni caso questa volta ha vinto la squadra di Nicky e Fra!

Oggi a pranzo eravamo in pochi perché molti dei ragazzi erano impegnati ad allestire gli spazi del pellegrinaggio. Nel pomeriggio suor Jola ha accompagnato padre Dumisani per alcune commissioni a Manzini. Durante una sosta dal benzinaio, hanno incontrato il vescovo Josè Luis che, come loro, stava facendo rifornimento. È stato bello incontrarlo e sapere che ci pensa, ci segue e ci è vicino in questa esperienza missionaria.

Oggi pomeriggio, approfittando di una pausa, ci siamo rilassate leggendo sul prato fuori dalle nostre camere, cullate da un vento caldo che sa già di estate. Ogni tanto qualcuno dei giovani conosciuti in queste settimane, ma che non abitano con noi, trovandosi qui a Florence per diversi motivi, si è fermato per un saluto e una chiacchiera.

La consueta passeggiata che ci concediamo prima di andare a Messa, ci ha donato un indimenticabile tramonto, di quelli che ti regala solo l’Africa e che nessuna foto può raccontare.

Chiediamo scusa per la mancanza del tutorial, ma i bagni sono arrivati solo nel tardo pomeriggio e così l’operazione è rimandata a domani. Sappiamo che non state più nella pelle…

Alla Messa pomeridiana incontriamo spesso alcuni giovani con cui ormai rinnoviamo l’appuntamento per la partita di pallavolo del giorno successivo. Chi vincerà domani? Stay tuned…

Stasera tutti a nanna presto: la suora si è svegliata alle ore 5:00 per una camminata mattutina con padre Dumisani; alcuni ragazzi hanno lavorato tutto il giorno e altri, invece, dopo esser stati all’università in città sono tornati alla missione per dare una mano nei lavori; noi abbiamo fatto le pulizie.

Lala kahle!

VENERDI 14 agosto

I preparativi per il pellegrinaggio si sono intensificati, perciò niente partita di pallavolo oggi.

E purtroppo non possiamo neanche proporvi il tutorial su come montare un bagno chimico, perché li abbiamo trovati già sistemati. In realtà non volevano farci lavorare in quanto ospiti, ma noi non ci sentiamo più ospiti ormai e poi siamo venute qui proprio con l’intenzione di renderci disponibili e di condividere la loro quotidianità.

Perciò alcune di noi si sono messe a pulire le sedie sistemate sotto il tendone (fai per duemila, non per due o trecento come a Nichelino), altre a pulire gli ambienti dedicati al pellegrinaggio e costruire le stazioni della Via Matris. Ha preso parecchio tempo anche la decorazione con i fiori e i teli colorati per l’allestimento della chiesa che pian piano sta prendendo vita sotto l’enorme tendone.

È stato stancante, ma anche molto bello condividere questi momenti non solo con i giovani che ormai conosciamo bene, ma anche con tutte quelle persone venute da fuori che si sono rese disponibili per questi giorni. È stata un ulteriore occasione per conoscere e incontrare nuovi volti.

Ma adesso veniamo ai racconti interessanti: i pasti di oggi!

Per pranzo Fra e Nicky si sono offerte per cucinare. Prima sono passate dalla cucina della casa parrocchiale, ma alla vista di una gallina da spennare sul tavolo, hanno optato per i fornelli della missione. Proprio lì l’ennesima sorpresa: un pollo intero da pulire e fare a pezzi! Ovviamente da brave cittadine abbiamo avuto bisogno di un tutor e così una delle ragazze ha avuto pietà di noi e ci ha dato una mano. Il pollo ha sfamato più di venti persone: immaginate quanto era grande!

Ma il meglio doveva ancora arrivare! A cena ci è stato proposto uno dei piatti tipici, emasi, a base di farina di mais e una specie di yogurt acido (simile al maziwa lala, per chi è stato in Kenia). Un gusto molto lontano dalle nostre abitudini.

Tutti quelli che hanno dato una mano si sono impegnati con cura e dedizione per i preparativi, tant’è che ora sono nel tendone a fare le prove generali preoccupandosi che tutto sia a posto per il pellegrinaggio di domani sera. Infatti hanno pianificato ogni cosa in modo tale che tutto funzioni e che domani ci sia il tempo per le ultime migliorie.

Buon Ferragosto a tutti, specialmente alle nostre famiglie!

A presto!

DOMENICA 16 agosto

Eccoci: siamo tornate!

Dopo un bel sonno ristoratore possiamo raccontarvi com’è andato il pellegrinaggio diocesano.

La giornata di ieri è trascorsa tra i vari preparativi: chi si è occupato di pulire le sedie, chi ha allestito la chiesa dentro il tendone con decorazioni floreali, chi si è occupato della liturgia, chi di sistemare le stazioni per la Via Matris, pulire il campo, preparare i parcheggi e, infine, di aiutare le cuoche in cucina. Non si contano più le cipolle, carote e spinaci che abbiamo pulito e tagliato (fini, fini, fini)!

In questa occasione abbiamo avuto la possibilità di riabbracciare padre Giorgio e il vescovo José Luis.

Dal pomeriggio la gente è arrivata per aiutare negli ultimi preparativi, ci siamo stupiti nel vedere così tante persone, soprattutto tanti giovani, mettersi al servizio della comunità per questo evento che coinvolge tutti i cattolici dello Swaziland.

La veglia è iniziata nel tendone con i preti in processione con la statua della Madonna, preceduta da un uomo in costume tradizionale che ha recitato le litanie alla Vergine, drammatizzandole secondo gli usi swazi.

Subito dopo è iniziata la celebrazione penitenziale e tutti i preti si sono sparsi per la missione, utilizzando anche le aule della scuola, rendendosi disponibili al sacramento. Incuriosite dal numero di persone che usciva dalla tenda per le confessioni, anche noi abbiamo deciso di fare una passeggiata per la missione. Ci ha sorprese il silenzio e il clima di raccoglimento che si respirava, nonostante fossimo più di duemila persone, complice un fantastico tetto di stelle, che ogni notte di più ci lascia incantate. Mentre la gente formava code molto lunghe presso i confessionali, c’era anche la possibilità di stare in chiesa con il Santissimo esposto. È stato un bellissimo momento di preghiera personale per noi, anche se lontane da casa e arrivando a questo momento accompagnate da una lingua di cui conosciamo solo poche parole.

Allo stesso tempo, nel tendone, venivano proposte catechesi tenute da alcuni sacerdoti, intervallate da canti e balli in zulu. Dai bambini agli anziani, tutti erano coinvolti e partecipavano tanto che, in alcuni momenti, sembrava un dialogo tra sacerdoti e assemblea. È stato proprio bello vedere i preti ballare e cantare tra la gente.

Tra i tanti giovani che partecipavano, c’erano gruppi religiosi, molti dei quali hanno scelto di vivere la verginità fino al matrimonio.

Verso l’una di notte è iniziata la Messa presieduta da mons. José Luis, animata da canti e balli e con un capretto (vivo) portato a spalle durante l’offertorio…una scena da presepe!

A conclusione della Messa, abbiamo vissuto con la comunità la Via Matris. Finalmente abbiamo capito cos’è, dopo che per una settimana tutti ce ne parlavano, ma noi continuavamo a non capire. Si tratta di un rosario recitato in sette stazioni, portando la statua della Madonna in processione per tutta Florence.

Prima della conclusione della veglia, una volta tornati nel tendone, abbiamo pregato per i defunti e i sacerdoti hanno imposto il sacramento dell’unzione degli infermi a tutti indistintamente.

Subito dopo la benedizione finale del Vescovo, ci è stata offerta una colazione con pesce fritto, polpette, salsicce e uova (se vi viene altro in mente, noi sicuramente l’abbiamo mangiato!). Per Nicky e suor Jola è stata l’occasione per rivedere e riabbracciare i preti conosciuti l’anno scorso. Tutti ci chiedono dei ragazzi che l’anno scorso hanno partecipato all’esperienza missionaria e mandano loro un saluto affettuoso. Nei prossimi giorni vorremmo andare a trovarli nelle loro parrocchie…

Finalmente, alle ore 8:00, ci siamo concesse una bella ronfata, una doccia rigenerante e una passeggiata per Florence. Mentre noi pensavamo come poter aiutare per pulire e smontare tutto, con stupore abbiamo visto che tutto è già tornato alla normalità, anzi, più pulito di prima!

Inizia così la nostra ultima settimana in Swaziland, anche se non per tutti, che passeremo a visitare diverse realtà del Regno. Restate con noi per i dettagli e le foto!

Noi continuiamo la nostra giornata di relax con un bel film e vi auguriamo una buona serata!

Lala kahle!

LUNEDI’ 17 agosto

Anche oggi la giornata è trascorsa qui a Florence tra relax e risate!

La mattina abbiamo fatto una delle nostre passeggiate esplorative e così abbiamo scoperto che a due passi da qui ci sono delle casette di fango in cui abitano molte famiglie. Sulla strada abbiamo incontrato dei bambini che non si sono fatti alcun problema ad uscire dal cortile di casa e accompagnarci per un tratto sulla via del ritorno verso la missione. Pur non parlando la stessa lingua, è stato comunque bello comunicare con il sorriso e quelle poche parole in siswati che conosciamo.

Ogni volta, lungo la strada, le persone che incontriamo escono di casa per salutarci o si fermano con la macchina anche solo per scambiare due parole. È bello e sempre sorprendente sentirsi così accolte.

A pranzo eravamo in pochi perché molti dei ragazzi che vivono con noi hanno approfittato della giornata di riposo per tornare a casa e fare delle commissioni, così ci siamo ritrovati solo nel pomeriggio, dopo il pisolino.

Il tempo di gonfiare il pallone ed eravamo già tutti sul campo da volley. Anche questa volta il gioco ha attirato volti nuovi tra cui tre ragazzi che sanno giocare davvero…siamo ancora tutte intere, nonostante le loro potenti schiacciate (potenti è dire poco!). Il nostro contributo è stato schivare le cannonate! Non sappiamo se torneranno perché non abbiamo fatto una bella figura…

Dopo una cena in allegria e un selfie in compagnia, ci prepariamo per la giornata di domani: andremo a visitare il Malindza Refugee Reception Center a Mpaka, che si occupa dei rifugiati in Swaziland.

Buona serata e buona notte!

MARTEDI’ 18 agosto

Finalmente siamo tornate a viaggiare sul pick-up!

La meta di oggi è stata il Malindza Refugee Reception Center, il centro che accoglie i rifugiati che arrivano da diversi Paesi dell’Africa, gestito da Caritas, United Nation High Commissioner for Refugees (UNHCR) e dal Governo dello Swaziland. In quanto rifugiati, sono persone che, costrette da guerre, discriminazioni e sfruttamento, hanno lasciato il loro Paese alla ricerca di un posto sicuro. In Swaziland, una volta determinato lo status di rifugiato secondo quanto previsto dalla Convenzione di Ginevra, viene rilasciato loro un documento di identità e un passaporto che permette loro di muoversi liberamente nel Regno.

Non abbiamo fatto in tempo ad entrare che siamo stati circondati da tanti bambini che vivono lì e che provengono, per la maggior parte, da Burundi, Rwanda, Repubblica Democratica del Congo, Uganda e Somalia. Qui si tocca con mano la difficoltà, da un lato, di chi è scappato da una guerra e la difficoltà, dall’altro, di un continente che si prende cura di se stesso anche se tutti ne conoscono la povertà. Un continente povero di denaro e di mezzi, ma ricco di persone che sanno accogliere.

Qui ci ha accolto un giovane operatore che segue un progetto per i giovani e che ci ha mostrato gli spazi spiegandoci come funziona il centro. Ci ha colpito la familiarità che ha nel rapportarsi con i bambini e i ragazzi chiamandoli tutti per nome e coinvolgendoli nella nostra visita, lo sguardo attento per ciascuno, la serenità e la passione con cui lavora.

Girando per il campo, abbiamo incontrato alcune persone che si ricordavano della visita del gruppo dell’anno scorso e, in particolare, un signore ci ha mostrato il passaporto e alcune foto, tra cui una scattata con Matteo l’agosto scorso.

Sono venuti anche i giovani di Florence che vivono con noi e anche per loro oggi è stata un’occasione per avere un primo contatto con una realtà finora sconosciuta. Sorprendente è stata la semplicità e la naturalezza con cui si sono inseriti giocando con i bambini e visitando le case e le tende in cui vivono.

Rispetto all’anno scorso sono state allestite molte tende che non c’erano. Questo ci ha fatto pensare che, mentre per noi le nottate di pioggia e vento freddo all’inizio di questo viaggio sembravano tanto un disagio, per le persone di Malindza quella semplice tenda è l’unico riparo.

Stando con i bambini, salta all’occhio immediatamente che hanno un modo di relazionarsi molto fisico, qualcuno con gesti affettuosi e qualcuno con prepotenza, talvolta per cercare la nostra attenzione.

Ci portiamo a casa la consapevolezza che anche in Italia vivono con noi moltissimi rifugiati e che varrebbe la pena di conoscere questa realtà prima di abbandonarsi a facili giudizi guidati da un’opinione pubblica distorta.

È stata una giornata piena di emozioni e riflessioni. Ringraziando per la bellezza della diversità, vi auguriamo la buona notte!

A domani…

MERCOLEDI’ 19 agosto

Quando passa un po’ di tempo senza viaggiare sul pick-up, ti manca e allora non ti basta risalirci una volta sola, ma diventa la tua scelta quotidiana! Così anche oggi…sciarpa in testa e tutti a bordo! La meta di oggi è stata il parco naturale “Mlilwane Wildlife Sanctuary”: giro in pick-up sulle stradine sterrate in mezzo alla natura e noi, in piedi come Indiana Jones, curiose di vedere gli animali nel loro habitat naturale.

Siamo grate per l’emozione di un paesaggio molto variegato con luci e colori cangianti tra le montagne, il bosco, il lago e la distesa pianeggiante in cui abbiamo visto tante zebre, impala, antilopi e facoceri.

Tutto molto bello fino a quando la macchina non ha deciso di fermarsi davanti a un coccodrillo spiaggiato al sole…per fortuna sembrava dormire. Dopo qualche tentativo, siamo riusciti a ripartire e di nuovo tutto è tornato ad essere molto bello!

Questa non è stata l’unica sventura della giornata perché, arrivando a Manzini, nella prima mattinata la macchina aveva già deciso di metterci alla prova con una gomma a terra! Impavidi e senza lasciarci scoraggiare…abbiamo lasciato che padre Dumisani si occupasse di questo contrattempo, mentre noi e i giovani di Florence siamo andati a prendere tè e biscotti da padre Sandile, a soli cinque minuti di strada. Per chi lo conosceva già è stato bello riabbracciarlo, per gli altri è stato un piacevole incontro. Come sempre lo contraddistingue la semplicità e l’interesse con cui ti accoglie.

Tornando dalla nostra avventura verso casa, la nostra ultima sosta è stata al supermercato per far la spesa per la pizzata di domani sera!

Buona serata e un abbraccio a tutti!

GIOVEDI’ 20 agosto

Stasera vi scriviamo sazie e felici: pizza qui a Florence Mission con i ragazzi che vivono con noi, padre Dumisani, il vescovo José Luis, padre Giorgio, padre Sandile e padre Mafola (viceparroco a Florence).

Tutta la giornata ci ha coinvolte nei preparativi per la serata! È stato bello per noi portare a loro un po’ di casa nostra.

Nel tardo pomeriggio è arrivato il Vescovo ed è subito venuto in cucina a salutarci, ha passato un po’ di tempo con noi, mentre finivamo di infornare le pizze. È stato un momento molto semplice, stando con noi, chiacchierando come se fossimo in famiglia, senza titoli e senza ruoli, ma solo per il piacere di stare insieme e conoscerci.

La serata è trascorsa in un clima di allegria e amicizia tra noi e i sacerdoti, tante risate e quintali di carboidrati!

Anche i ragazzi della missione che all’inizio sembravano un po’ intimiditi dalla presenza del Vescovo, si sono poi sciolti e hanno scherzato con lui e padre Giorgio con familiarità.

A fine serata il classico selfie di gruppo (anche cinque o sei) per immortalare questo incontro e poi a conclusione le ragazze si sono avvicinate a passo di danza al Vescovo per salutarlo. Noi speriamo di rivederlo domani mattina a Manzini così come padre Sandile che ci ha già promesso tè e biscotti!

Il tempo di una tazza di rooibos e tutte a nanna!

Lala kahle!

VENERDI’ 21 agosto

Grazie all’ultimo giro sul pick-up, oggi abbiamo trascorso parte della giornata a Manzini per un giro al mercato tradizionale. Ne abbiamo approfittato per andare a trovare il vescovo José Luis nel suo ufficio. Non ci aspettavamo di trovarlo come una persona normale, in camicia e pantaloni, indaffarato tra una riunione e l’altra e alle prese con la fotocopiatrice. Pensavamo di portargli solo un saluto, ma, a sorpresa, ci siamo ritrovate sedute alla tavola di casa sua per un pranzo in compagnia. È stato uno di quei momenti che ti rimangono impressi nel cuore perché, pur consapevoli del suo ruolo importante, per noi è prima di tutto un caro amico che ci accolto nella sua diocesi con le braccia aperte, non negandoci mai un abbraccio. Dopo che ci ha preparato un buon caffè italiano (con la moka), non ci siamo salutati con un “addio”, ma con un affettuoso “arrivederci” (che sia qui in Swazilandia, come dice lui, oppure in giro per il mondo).

Tornando verso Florence Mission, ci siamo rese conto che questo sarebbe stato il nostro ultimo viaggio insieme sul cassone del pick-up e che, stranamente, non era più affollato…un momento solo per noi. Con gli occhi pieni di sorpresa, gratitudine e un po’ di nostalgia abbiamo salutato quelle strade e quelle montagne che hanno fatto da sfondo a questa esperienza missionaria.

Una volta a casa, i ragazzi che hanno vissuto con noi questo mese, ci attendevano per l’incontro conclusivo e la condivisione. Padre Dumisani e suor Jola ci hanno chiesto di condividere con una parola cosa ci ha donato questa esperienza di vita insieme: “Ispirato”, “Vivere”, “Respirare”, “Contento”, “Rispetto”, “Gioia dell’incontro”, “Sorpresa”, “Entusiasta”.

È stato un po’ come fermarsi e dirsi: “Ma davvero è passato un mese ed io e te abbiam vissuto insieme?!”.

Vogliamo condividere con voi alcune frasi dei ragazzi che ci hanno colpite:

“Io racconterò ai giovani di qui che ho vissuto con delle ragazze italiane e, vi prego, raccontate in Italia di essere state qui e di aver vissuto con un ragazzo swazi di nome Lucky”

“Avevo paura che la lingua fosse un ostacolo tra noi e, invece, non lo è stato per nessuno. Soprattutto con suor Jola che, anche se non parla tanto in inglese, ha comunicato con noi con il linguaggio dell’amore dalla mattina alla sera”

“Avevo paura che, dopo una settimana dal vostro arrivo, ve ne sareste andate, ma ancora oggi siete qui con noi e per questo vi ringrazio”

“Vi ringrazio perché ci avete portato rispetto”

“Vi ringrazio perché avete mangiato quello che mangiamo noi e ci avete fatto assaggiare i vostri piatti”

“Vi ringrazio perché, tra tutte le parrocchie della diocesi, avete scelto proprio noi”

“Grazie a quest’esperienza ho avuto la possibilità di conoscere altri giovani della mia parrocchia e ora non li saluterò più per strada con superficialità, ma mi fermerò perché sono miei amici”

“Mi sono sorpresa del nostro stare insieme”

“Ero abituata a respirare a casa mia, qui ho dovuto imparare a respirare con un altro ritmo”

Pensiamo di non dovervi raccontare molto altro, perché le testimonianze parlano per noi. Aggiungiamo soltanto che il nostro incontro si è concluso in chiesa con un lungo e bellissimo momento di adorazione in cui ci siamo sentiti davvero uniti in un’unica preghiera, ringraziando Dio per il dono che siamo stati gli uni per gli altri.

Vi salutiamo così, pronte a partire per il Sud Africa, salutando questa bellissima terra e Nicky che si fermerà qui per i prossimi mesi, incaricandoci di portarvi personalmente il suo abbraccio e il suo affetto.

Non sappiamo se riusciremo ancora a pubblicare le nostre prossime avventure a St. Lucia, Soweto e Johannesburg tra l’Oceano e la storia di Nelson Mandela.

Un abbraccio e a presto!

SABATO 22 e DOMENICA 23 agosto

Eccoci qua…il nostro viaggio in Africa sta per concludersi, non senza un po’ di nostalgia.

Dopo alcune peripezie con la macchina, a cui ormai siamo abituate, sabato mattina abbiamo salutato Florence Mission e i giovani che hanno vissuto con noi questo mese. L’abbraccio con i ragazzi è cominciato già venerdì sera, quando alcuni di loro sono tornati dalle famiglie ed è terminato la mattina seguente dopo averne accompagnati altri a casa. Un po’ di commozione e la promessa che questo incontro rimarrà per sempre nel nostro cuore.

Lasciandoci lo Swaziland alle spalle, ci siamo diretti verso le coste del Sudafrica, precisamente all’estuario di St. Lucia, la città degli ippopotami! Qui bisogna stare attenti alle loro passeggiate notturne, ma per fortuna non abbiamo avuto nessun incontro ravvicinato!

Stamattina sveglia presto per la messa e un salto in spiaggia per mettere i piedi nell’Oceano! È stato emozionante, soprattutto per chi l’ha visto per la prima volta!

Il tempo di asciugare i nostri piedi e l’abito di suor Jola e di nuovo in macchina alla volta di Johannesburg, domattina ci aspetta il volo di rientro per l’Italia.

Gli spostamenti di questi due giorni hanno richiesto molto tempo e tanti chilometri, tra una giraffa e qualche scimmia lungo la strada, mentre scorrevano le montagne e le sconfinate distese di campi e foreste. Questo tempo però ci ha permesso di ripensare alla nostra esperienza alla missione di Florence.

È stato come vivere un campo parrocchiale, un po’ più lungo del solito, in cui la quotidianità ci ha dato il ritmo e il senso del condividere spazi e tempi, proprio come si fa in una famiglia.

Le difficoltà legate alla lingua, alla cultura e alle aspettative di ciascuno, sono state superate in breve tempo lasciandoci coinvolgere e vivendo l’attimo presente sia con le persone che incontravamo giorno per giorno sia con i giovani con cui abbiamo vissuto. Ci ha piacevolmente sorpreso scoprire che i momenti di formazione, in realtà, sono stati occasione di crescita e confronto anche per noi che li avevamo preparati.

È stato molto bello il rapporto tra noi quattro e come abbiamo affrontato insieme ogni giorno condividendo e rielaborando anche grazie alla scrittura del diario, sempre accompagnate dallo sguardo attento e rassicurante di suor Jola.

Ci ha colpito l’accoglienza che questa terra ci ha donato attraverso le parole e i gesti delle persone incontrate.

Ci rimangono nel cuore gli sguardi di persone come il vescovo José Luis e padre Giorgio che testimoniano, con la loro gioia di vivere, il bello di essere cristiani.

Vivere nella parrocchia di padre Dumisani e accompagnarlo nelle varie realtà che segue, ci ha permesso di vedere una Chiesa viva, giovane e forte della presenza di un sacerdote che ama e si preoccupa di ogni suo prossimo.

Ci portiamo a casa l’abbraccio con i ragazzi di Florence, è stato un dirsi “grazie” reciproco per il tempo trascorso insieme e il dono che ciascuno ha fatto di sé agli altri. Grazie per aver detto “sì” a questo incontro nella fede, nella quotidianità e nella gioia.

Concludiamo il diario salutandovi con il testo di una canzone che ci ha allegramente accompagnato in questo mese, cambiando qualche parola per ringraziare Florence Mission per averci fatto vivere questa bellissima esperienza missionaria.

“Ciao, come stai Nkosazana?

Ti ricordi quante ne ho passate?

Rifarei tutto quanto per rivivere ‘sto mese con te.

Come te, nessuno mai, ha portato così lontano il mio cuore

Sappi che, d’ora in poi, questo viaggio non potrò più scordare.

RIT. Dimmi dove la trovi, un’altra bella missione,

che ti faccia capire che ovunque porterai il tuo sole.

Ti ho aspettata da tanto, preparando il mio cuore,

da Milano Malpensa sulla strada che portava a Florence.

Ti ricordi i momenti, i più belli passati,

quando con la cucina ci scappavano grandi risate.

Ora guarda i miei occhi, brillano più di sempre

E da sempre e per sempre, Florence, io ti amo veramente.

Io ti porto con me, anche tra la mia gente,

siam cresciuti in questo mese insieme.

Mille volte siyabonga, tornando a Nichelino,

l’abbraccio non finiva mai.

Ora guardo nel cielo, ci sono ancora le stelle,

le stesse che rendevano le notti a Florence, sempre le più belle.

Sono sempre lo stesso, ma il mio sguardo è diverso

Ora tocca tornare, il cuore batte forte, io lo sento.”

Ora è proprio tempo di tornare a casa con gli occhi e il cuore pieni di ciò che abbiam vissuto e i rapporti che abbiamo costruito. Un abbraccio fortissimo alla nostra Nicky che rimane in Swaziland fino a dicembre: in bocca al lupo e buon cammino!

Suor Jola, Momo, Nicky e Fra

Nicoletta Sabbetti, Francesca Miola, Monica Olivieri

2017-09-18T16:21:47+00:00 24 agosto 2015|Senza categoria|0 Commenti

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