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Patroni 2017-09-08T22:48:27+00:00

Maria, Madre del Buon Consiglio

Maria, la Madre di Gesù, nelle Litanie lauretane viene invocata con diversi titoli. Alcuni sono stati accreditati da santi che hanno avuto una speciale venerazione per la Madonna, altri si sono imposti in seguito agli eventi straordinari accaduti nella storia della Chiesa. La devozione a Maria, Madre del Buon Consiglio, in parte deriva dalla Parola di Dio e dal Magistero della Chiesa, in parte dal sensazionale rinvenimento dell’immagine di Maria a Skutari, in Albania.  Così Maria, invocata come Vergine sapiente e Sede della Sapienza, è anche venerata come Madre del Buon Consiglio.

Al popolo di Israele Dio ha dato l’Arca dell’Alleanza, perché da essa potesse attingere consiglio in ogni tribolazione; a noi ha dato Maria, l’Arca della nuova Alleanza, la Madre del Buon Consiglio. Chi può meglio consigliarci di Colei che ha come Figlio Gesù, il Consigliere di ogni bene, ed è, dunque, veramente la Madre del Buon Consiglio?

La miracolosa effigie della Madre del Buon Consiglio si trova custodita, dal 1467, nel Santuario di Genazzano, in provincia di Roma. Lungo i secoli, la devozione alla Madonna del Buon Consiglio è venuta crescendo sempre più. Il Papa Leone XIII invocava Maria con questo titolo e durante il pontificato del suo successore, Pio X, fu inserita nelle Litanie lauretane l’invocazione: Mater Boni Consilii, ora pro nobis.

Ogni anno sono molti i pellegrini che si recano al santuario di Genazzano. Tutti, chierici e laici, grandi e piccoli, ricchi e poveri, si rivolgono a Maria per trovare in Lei consiglio e aiuto nelle necessità temporali e più ancora in quelle spirituali.

Maria Teresa Ledóchowska, fondando il Sodalizio di San Pietro Claver, scelse un campo di attività che sarebbe durato quanto l’evangelizzazione e la stabilizzazione delle missioni: un’impresa davvero grande e difficile. Ella comprese presto che avrebbe avuto bisogno di un’assistenza particolare dello Spirito Santo e della Vergine Santissima. Spontaneamente rivolse lo sguardo a Maria, la Madre del Buon Consiglio. La scelse come celebre Patrona e Consigliera, per implorarne consiglio e aiuto all’inizio di ogni opera: Nel 1904 chiese a Pio X la conferma di questa scelta. La ricevette con il “Breve” indirizzato al Sodalizio di San Pietro Claver, in cui, fra l’altro, si legge: “Ora, avendoci la nostra diletta figlia in Cristo, Maria Teresa Ledóchowska, Madre generale del predetto Sodalizio, richiesto fervide istanze perché ci degnassimo darle un pegno speciale della Nostra benevolenza, perciò, con la nostra Autorità Apostolica in forza della presente, eleggiamo e diamo al Sodalizio per celesti Patroni la Vergine Madre del Buon Consiglio e San Pietro Claver, e vogliamo che ad essi siano resi tutti gli onori soliti a tributarsi ai celesti Patroni. Tanto più siamo lieti di dare alla Società medesima qual celeste Patrona la Vergine del Buon Consiglio, in quanto ci sorride una quasi certa speranza che Ella con il favorire le imprese delle suore, infonderà loro consigli, volgendone ogni atto a bene e a vantaggio delle sante iniziative per le missioni in Africa” (Maria Teresa Ledóchowska, Conferenza “Maria, Madre del Buon Consiglio”, 5 marzo 1902).

San Pietro Claver

Il primo missionario del secolo XVII, il secondo Saverio della Compagnia di Gesù, sacerdote esemplare, lavoratore umile che definì se stesso: Pietro Claver, schiavo degli schiavi neri per sempre.

Pietro Claver nacque a Verdù in Spagna il 26 giugno 1580. Nel 1596 si iscrisse all’Università di Barcelona per gli studi classici. Nel 1602 venne ammesso al Noviziato della Compagnia di Gesù.

Durante i suoi studi filosofici si incontrò con Sant’Alfonso Rodriguez, allora portiere del Collegio di Montesion in Maiorca, il quale gli ispirò il desiderio di partire missionario e così dedicarsi più direttamente all’evangelizzazione. Partì per la Colombia dove completò gli studi teologici e venne ordinato sacerdote a Santa Fe di Bogotà, nel 1616.

A Cartagena di Colombia il Padre Alonso de Sandoval lo iniziò all’apostolato tra gli schiavi provenienti dall’Africa. Per un periodo di 40 anni, Pietro Claver si dedicò interamente ad istruire, battezzare e accompagnare questi fratelli, allora tanto disprezzati. La sua eroica abnegazione lo portò a servire gli schiavi al punto di considerarsi lo schiavo degli schiavi. Si calcola che arrivò a istruirne e battezzarne più di 300 mila.

Morì in Cartagena l’8 settembre 1654. I suoi resti mortali si trovano esposti in un’urna di cristallo, posta sotto l’altare maggiore della chiesa che porta il suo nome a Cartagena. Molti pellegrini visitano la tomba e la casa dove visse e morì. Il Papa Leone XIII riassume per quanto si possa dire di Pietro Claver: “Dopo la vita di Cristo, nessuna mi ha commosso tanto profondamente quanto quella del grande apostolo san Pietro Claver”. Questo stesso Papa lo canonizzò nel 1888 e nel 1896 lo dichiarò Patrono speciale delle missioni africane.

Maria Teresa Ledóchowska lo scelse come Patrono della sua opera missionaria fondata nel 1894 sotto il nome Sodalizio di San Pietro Claver.

Preghiera a San Pietro Claver

O Dio, Padre di tutti i popoli,
che infondesti nel sacerdote san Pietro Claver,
schiavo degli schiavi,
un grande amore e una pazienza ammirevole nel servizio dei suoi fratelli,
gli uomini, senza distinzione di razze né di categorie sociali;
per sua intercessione e i suoi meriti
concedici di superare ogni discriminazione sociale
per amare tutti con cuore generoso
e essere principio di unità tra i tuoi figli. Amen.

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Litania a san Pietro Claver