Vocazione, un dono in crescita

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Vocazione, un dono in crescita

Il 2 febbraio 2016, nella casa generalizia in Roma delle Suore Missionarie di San Pietro Claver, le sorelle della comunità, i familiari e gli amici hanno partecipato alla Prima Professione religiosa delle novizie Maria da Conceição, capoverdiana, e Klaudia, polacca, le quali hanno ufficialmente confermato, attraverso questo rito, il loro libero e gioioso «Eccomi!» alla chiamata di Gesù a seguirlo nella Famiglia religiosa claveriana. All’interno della stessa celebrazione, suor Annies, indiana, ha espresso il suo «Grazie!» con viva commozione per i 25 anni di vita dedicata al servizio della Chiesa missionaria nella stessa Famiglia religiosa.

Il seme della vocazione

La vocazione alla vita consacrata è un dono gratuito e generoso del Padre, gettato come un seme nel cuore di un uomo o di una donna nel momento del Battesimo, anzi, prima ancora, negli stessi primi istanti della sua vita biologica: «Prima che tu nascessi ti avevo pensato, prima che tu uscissi dal seno materno ti avevo scelto…» (cfr. Ger 1,5). È grazie a questo dono che la sua vita potrà sbocciare, fiorire e fruttificare, realizzando così il disegno d’amore di Dio. La vocazione è una proposta, che Dio rivolge ad alcuni di partecipare alla vita di suo Figlio, seguendolo e imitandolo più da vicino. È un invito che può essere accolto o rifiutato, perché Dio propone il suo progetto e mai lo impone.

Un dono che cresce

Come un seme per germogliare e crescere ha bisogno di acqua, di terreno e di sole, così il dono della vocazione per aprirsi e fiorire ha bisogno di un cuore aperto alla Parola della vita, ha bisogno di essere irrorato dalla grazia di Dio, nutrito dall’insegnamento e dell’esempio di coloro che ci precedono nella fede, ha bisogno della luce dello Spirito che illumina interiormente e ci avvicina progressivamente a Gesù.

La catechista si fa suora

Suor Maria da Conceição ha avuto la grazia di nascere e vivere in una famiglia profondamente religiosa, di poter partecipare attivamente alla vita della comunità parrocchiale facendo anche la catechista. Ma a poco a poco ha sentito crescere dentro di sé un senso di vuoto, un desiderio che non riusciva ad appagare e la rendeva inquieta. Fondamentale è stato allora l’incontro con le Suore Missionarie di San Pietro Claver. La decisione di farsi suora e aiutare i fratelli e le sorelle più bisognosi nelle missioni è nata leggendo la biografia della beata Maria Teresa Ledóchowska, fondatrice delle Suore claveriane. Il suo esempio di generosità sino all’abbandono di una vita agiata e nobile, il suo slancio nel porre il suo talento di scrittrice a servizio dei più poveri, per dare voce a chi è senza voce, in particolare ai fratelli della lontana Africa, sono stati per Maria da Conceição fonte d’ispirazione e l’hanno indotta a lasciare tutto per seguire il suo ideale.

La volontaria si impegna per sempre

Suor Klaudia, durante le vacanze seguite alla maturità, prima di cominciare l’università, aveva scelto di compiere un’esperienza missionaria, ma l’incontro con le Suore claveriane del Centro Missionario, al quale si era rivolta per avere informazioni al riguardo, ha indirizzato la sua vita a un’avventura più grande. Anche Klaudia era alla ricerca di uno scopo di vita più alto e vero, che giustificasse il suo essere nel mondo: è stato allora che ha capito che il Signore le proponeva di lasciare tutto e di seguirlo. Il separarsi dalla famiglia è stato duro ed è occorso un grande coraggio per «prendere il largo» (cfr. Lc 5,4), ma con fiducia ha deciso di lasciarsi amare e guidare da Gesù, perché diventasse tangibile il suo amore per ogni persona.

Un cuore grande come il mondo

La Prima Professione religiosa è una prima tappa nel cammino di formazione che hanno intrapreso suor Maria da Conceição e suor Klaudia. Essa è stata preceduta da due anni di noviziato, durante i quali le due giovani hanno avuto la possibilità di avvicinarsi sempre di più a Gesù nella preghiera e di riconoscerlo in ogni avvenimento della loro vita. Hanno potuto conoscere la loro nuova famiglia, facendo parte di essa e mettendosi alla prova nella vita quotidiana, fatta di momenti di preghiera, di studio e di lavoro. Suor Annies ha invece felicemente raggiunto un importante traguardo: la celebrazione dei 25 anni di Professione religiosa, 25 anni di fedeltà agli impegni assunti nella Professione Perpetua.

La festa del 2 febbraio è stata preparata con grande cura dalla comunità: ogni sorella ha messo a disposizione i propri talenti per renderla indimenticabile per le festeggiate.

Durante l’omelia don Riccardo Robella della parrocchia della Santissima Trinità di Nichelino (Torino), dove le due novizie avevano svolto il loro tirocinio apostolico partecipando alla pastorale dei fanciulli e dei giovani, le ha spronate a far crescere il loro cuore e a renderlo grande come il mondo! Certo lo potranno realizzare in una Congregazione religiosa come la nostra, nella quale la carità di Cristo ci spinge a varcare i confini dei nostri Paesi, ci sollecita a portare soccorso ovunque vi sia sofferenza e povertà e a diffondere il Vangelo nei luoghi più lontani!

Avanti con gioia, sorelle, e il Signore aiuterà! (Beata Maria Teresa Ledóchowska).

suor Maria Maciag, sspc

2017-09-09T12:22:41+00:00 12 febbraio 2017|Notizie claveriane|0 Commenti

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